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martedì 31 marzo 2009

E dopo SL e FB tutti pazzi per twitter

(articolo su mytech)

Twitter, tre mesi di hype inarrestabile
microblogging twitter
Scritto da Guglielmo Rubini
Cronologia ragionata dell’interesse scatenato da Twitter negli ultimi mesi. E’ uno strumento destinato a cambiarci la vita o solo il nuovo Second Life?


Esther Addley ha pubblicato un documentato post su The Guardian in cui cerca di ricostruire i motivi per cui, all’improvviso, Twitter sta riscuotendo tanto interesse da parte di utenti e media. E si chiede se il servizio di microblogging diventerà davvero “la coscienza del pianeta” in tempo reale, o è soltanto “il Facebook di quest’anno“.Certo è che fino a pochi mesi fa Twitter era ancora uno strumento di nicchia. Mentre ora la stampa (ma anche le celebrità, le aziende, i politici) ci si stanno fiondando improvvisamente.Ecco la cronologia di The Guardian, integrata con alcuni eventi italiani e internazionali selezionati da noi:

1) TWEET DI MASSA
Ammarraggio dell’aereo a New York annunciato a mezzo tweet: qui si aprono le porte del mainstream; migliaia di persone “scoprono” per la prima volta il servizio di Evan Williams, complice anche l’attore Stephen Fry che nel frattempo è diventato un evangelista del microblogging , oltre che dichiarato tweetaholic (con oltre 350.000 followers).
2) STAR-SYSTEM
Proprio lo sbarco delle celebrities è il secondo momento in cui l’hype si consolida. The Times ha raccolto in una classifica i top-50, tra cui la solita Britney Spears e l’insospettabile David Lynch. Da vedere questo articolo provocatorio del NYTimes: con tutte le star che stanno colonizzando i media sociali, si aprono le porte del ghost-twittering.
3) POLITICA
Dopo le celebrities, potevano mancare mai i politici? Ovvio che no: Barack Obama ha rilanciato il suo account (che era stato abbandonato dopo l’elezione). Hanno fatto parlare molto, poi, i senatori e deputati (circa 70, come sottolinea questo articolo) che hanno raccontato l’insediamento attraverso i tweet. In Italia, il neonato Popolo delle Libertà ha da poco aperto il canale ufficiale del Governo Berlusconi. In tutto ciò sono subito scattati gli account-fake, come quello del Dalai Lama.
4) GIORNALISMO
Infine, a chiudere il cerchio, sono arrivati anche i giornalisti. Molti avevano già sperimentato Twitter per raccontare le primarie per la presidenza negli Stati Uniti (e l’International Herald Tribune parlò subito di nascita del microgiornalismo ). Poi, ci sono stati gli attentati a Mumbai e, soprattutto, i tweet in esclusiva dalla Striscia di Gaza da parte di Al Jazeera. Ma solo di recente c’è stato il boom come dimostra l’arrivo del “primo corrispondente da Twitter ” di SkyNews. Ma anche Repubblica.it che decide di raccontare il congresso del Pdl via Twitter.
5) E QUINDI?
Come spiegare tanto interesse esploso a tre anni di distanza dal lancio del servizio? E’ il solito ciclo dell’hype che ha toccato prima i blog, poi Second Life, Facebook e ora il servizio di Evan Williams? E, magari, nel giro di qualche mese è destinato a sgonfiarsi così come è esploso?In tutto ciò è bene ricordare, come fa il suo stesso fondatore, che la strada perché Twitter diventi di massa è ancora lunga: al pari di Second Life non è certo uno strumento alla portata di chiunque. E poi molto dipende da quanto Facebook tenterà l’assalto al mondo del microblogging. Fermo restando che, per ora, i due modelli di relazione restano molto diversi, come mette in luce Bokardo in questo interessante post.

WEB2.0 corso nell'isola IF



WEB 2.0: ISTRUZIONI PER L’USO

Partirà il 2 aprile 2009, nell’isola Imparafacile (SLURL: http://slurl.com/secondlife/imparafacile/28/181/21/)
il corso
WEB 2.0: ISTRUZIONI PER L’USO,
un progetto che coinvolge diversi relatori ed esperti del settore per offrire informazioni pratiche ed operative sui nuovi strumenti messi a disposizione dalla rete.

Per approfondire:
4) il gruppo facebook: http://www.facebook.com/group.php?gid=145731265028

Per seguire i seminari:
1) in Second Life, nell’I-box dell'isola imparafacile (SLURL: http://slurl.com/secondlife/imparafacile/192/198/57/)
2) in streaming alla pagina: http://imparafacile.ning.com/page/dirette-streaming


Per info:

Articolo di Apogeo sulla neutralità della rete

Neutralità della rete, la resa dei conti
Una nuova proposta di legge
Neutralità della rete, la resa dei conti
di Alessandro Longo
30
Mar
2009
Contro il fiorire di disegni di legge repressivi, l’opposizione propone un testo in difesa dei pilastri della internet e di stimolo alla diffusione della connettività in Italia. Due schieramenti opposti e spesso inconciliabili, sempre più vicini al confronto decisivo
È come poco prima dei calci di rigore, in una finale: la tensione dai palchi è al massimo e la contrapposizione tra opposti gruppi che rumoreggiano si fa nettissima. Siamo alla resa dei conti, infatti, su un tema che è balzato di colpo dalle private stanze degli addetti ai lavori ai fari della politica. Anche in Italia. Perché di neutralità della rete non si è mai parlato così tanto, da noi, come in questo periodo. Nel giro di pochi giorni abbiamo avuto una proposta di legge dal Partito Democratico, che è la prima in Italia (e forse anche nel mondo, a detta degli esperti) a parlare esplicitamente di difesa della neutralità della rete. Si contrappone esplicitamente alle tante proposte che sono arrivate dal Popolo delle Libertà, a raffica nei giorni scorsi. E anche il loro rapido succedersi rivela la crescente attenzione della politica (nel bene o nel male) per internet, sebbene senza rinunciare alle solite incomprensioni e agli equivoci (come quello di definire internet luogo di anarchia, senza regole, dove scorazzano liberi pirati e pedofili, come ribadito nei giorni scorsi ancora una volta da Barbareschi.
Forse hanno ragione quei commentatori che vedono, nella proposta del PD, il gioco facile di chi scrive belle parole nella certezza che mai si trasformeranno in legge. D’altro canto, però, è una proposta che arriva sull’onda di un fenomeno, e che è quindi figlia del proprio tempo: magari di per sé sarà poco efficace, sul piano pratico, ma risponde all’esigenza di creare una coalizione più netta intorno alla difesa dei principi della rete. E così che nei giorni scorsi è nato anche Amointernet.it, che «riassume le idee e le posizioni di un gruppo di persone, professionisti, appassionati, cittadini che ritengono che Internet e l’innovazione in generale facciano parte del futuro dell’Italia». Molti di questi principi sono in linea anche con le posizioni di NNsquad Italia, neo nata organizzazione che sta venendo sempre più allo scoperto e che nei prossimi mesi si presenterà ufficialmente al pubblico. Si sa che la gente sente il bisogno di alzare gli scudi solo quando sente scoccare dall’altra parte le frecce. Questo grande movimento di idee e di persone è quindi il risultato del fatto che si stanno consolidando due lobby politiche e di addetti ai lavori. Una a favore di nuove regole per internet, l’altra per la tutela e la riaffermazione delle attuali. Questa seconda fazione mira a mettere le regole nero su bianco, sancite nelle norme dello stato. Finora invece principi fondanti come la neutralità della rete sono stati tutelati soprattutto dalla consuetudine.
L’agitarsi di parole e di proposte in terra italiana fa da sostegno a qualcosa che però sarà probabilmente deciso in sede istituzionale europea. La neutralità della rete è del resto un tema troppo vasto, con ricadute sull’economia internet mondiale, per poter essere affidato a legislatori di un singolo Paese. Il 31 marzo Bruxelles voterà emendamenti che vorrebbero dare agli operatori la possibilità di intervenire sul traffico dei propri utenti con libertà e poteri mai esercitati finora. Anche in Europa si assiste al balletto di opposte fazioni: Google, Yahoo!, Skype e eBay hanno scritto a Bruxelles contro questi emendamenti, osteggiati anche da Scambio Etico, come segnala Anna Masera su La Stampa. Guido Scorza nota invece che il parlamento europeo ha approvato una raccomandazione contro censure e minacce fatte dai governi contro la libertà di espressione in internet. A conferma che la partita si gioca soprattutto a livelli europei. Ciò non toglie che serva anche l’apporto dei gruppi d’opinione dei singoli Paesi per decidere le sorti della battaglia finale. Un po’ come fanno i supporter che seguono la propria squadra, sostenendola, nei derby giocati in stadi internazionali.
Alessandro Longo scrive da anni di tecnologia, su una dozzina di riviste a tiratura nazionale, tra cui L’espresso, Repubblica, Il Sole 24 Ore-Nova24 e Corriere delle Comunicazioni. I suoi interessi ruotano in particolare intorno alla telefonia e al mercato delle connessioni a Internet.
In Rete: www.alongo.it

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